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Il suono, sconosciuto

La formazione di un musicista professionista deve potersi fondare su alcuni fondamentali concetti teorici che, pur sembrando distanti dall’atto pratico del suonare, in realtà, sono conoscenze indispensabili.
Qual è la definizione di suono?
Più di qualcuno di fronte a questa domanda teorica potrebbe rimanere imbarazzato.
Conoscere la teoria aumenta fortemente le competenze di un musicista.
Padroneggiare la teoria è utilissimo per superare velocemente inconvenienti tecnici evitando così di procedere per tentoni con conseguente perdita di tempo e inevitabili errori.
Come sappiamo i problemi tecnici per un musicista sono all’ordine del giorno.
Ma veniamo alla nostra definizione: il suono è la vibrazione regolare di un corpo elastico.
La vibrazione si dice regolare quando le onde che la compongono hanno tutte la stessa distanza.
E il rumore, qual è la sua definizione?
Il rumore è una vibrazione irregolare di un corpo elastico, cioè le onde che la compongono sono a distanza differente l’una dall’altra.
Ma la vibrazione in sé è sufficiente per essere udibile dall’orecchio umano?
Prima di continuare a leggere provate a dare una risposta…
Niente affatto, la vibrazione per essere udibile all’uomo necessità di un corpo che la faccia risuonare.
Se una corda non fosse in tensione sullo strumento musicale a cui appartiene, se pur vibrasse, tale vibrazione non sarebbe udibile.
Quindi la cassa armonica è il corpo che risuonando della vibrazione di una corda (o di un altro corpo elastico, quando si parla di altri strumenti) ci permette di udire il suono della sua corda, questo nel caso, per esempio, di una chitarra o di un violino.
Aspettate però, non abbiamo definito le tre caratteristiche fondamentali del suono.
Avete mai sentito parlare di altezza, intensità e timbro?
Sicuramente siete in grado di definire il concetto di altezza.
Siamo tutti in grado di distinguere un suono acuto da uno grave.
L’altezza di un suono dipende dal numero di vibrazioni prodotte da un corpo in un arco di tempo stabilito. Più numerose sono le vibrazioni più un suono è acuto, ovviamente meno sono le vibrazioni più il suono è grave.
L’altezza di un suono è misurabile attraverso l’unità di misura degli Hertz, cioè, la frequenza di un suono.
Per chi ha a che fare per la prima volta con questo concetto sarà particolarmente interessante osservare un’onda sonora rappresentata graficamente, non parliamo di quanto potrebbero essere interessanti le rappresentazioni grafiche di un suono presenti sugli equalizzatori.
L’intensità di un suono distingue i suoni forti dai suoni piano e ciò dipende dalle dimensioni delle vibrazioni, segue che le vibrazioni danno un suono più forte quando sono più grandi e piano, quando le onde sono più piccole.
L’intensità del suono si misura in decibel e corrisponde esattamente al volume.
Vi rimandiamo di nuovo all’osservazione critica di un’onda sonora rappresentata graficamente.
E il timbro? Che cos’è?
Il timbro ci permette di distinguere lo strumento che produce il suono, in soldoni, ci fa distinguere il suono della voce da quello della chitarra, o il suono di un pianoforte da quello di un clavicembalo.
Il timbro dipende da molteplici fattori: il materiale di cui è costituito lo strumento che produce il suono, dal materiale che vibra, dalle dimensioni dello strumento, dalla sua forma ecc.
Questi sono solo alcuni dei fattori che determinano il timbro di un suono.
Più lo strumento è piccolo più è acuto il suo suono, più grande è lo strumento più è grave il suono che produce.
Il timbro è unico per ogni strumento, quindi per ogni voce.
È la carta d’identità di uno strumento musicale, è univoco.
Siamo sicuri che molti dei nostri lettori non erano a conoscenza di questi fondamentali concetti teorici che riguardano la fisica del suono, siamo sicuri inoltre che dopo la lettura attenta di questo articolo l’atteggiamento che si avrà nei confronti di un’onda sonora, quindi di uno strumento o di un equalizzatore, sarà molto più consapevole e qualsiasi azione volta al miglioramento di un suono non sarà più arbitraria, ma ragionata.
Sicuri di aver dato un contributo alla vostra vita da musicista vi diamo appuntamento al prossimo articolo.

Redazione Mast Music Academy

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