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IL SUONO, SCONOSCIUTO 2

Bentornati!
Nel precedente articolo abbiamo trattato le definizioni di suono e delle sue principali caratteristiche.
Abbiamo fatto riferimento a qualche piccola applicazione pratica dei concetti espressi.
Cercheremo di rimanere su questo modus operandi, ovvero tenteremo di contestualizzare ogni concetto teorico che verrà affrontato per non perdere il fondamentale contatto con la quotidianità del musicista.
Questo potrà aiutarci a trattenere e metabolizzare i concetti.
Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti del processo di propagazione del suono.
Ricapitolando, abbiamo parlato delle vibrazioni e quindi delle onde sonore.
Le onde sonore non possono essere percepite come suoni finché non arrivano alle orecchie dove vengono percepite dal sofisticato nervo acustico che si occupa di trasferire al cervello le informazioni acquisite.
Il nervo acustico trasmette le informazioni sotto forma di segnali elettrici al cervello.
Il nostro cervello si occuperà di interpretare tali informazioni e di riconoscere il suono, distinguendolo da altri tipi di vibrazioni (potete verificare dall’articolo precedente qual è la differenza fra suono e rumore).
È in questa fase che il cervello definisce le diversità che ci sono fra i diversi tipi di suono, ovvero, distinguerà la loro intensità dalla loro altezza, riconoscerà il timbro delle varie fonti sonore, quindi i “corpi” che lo producono.
Ricordate il concetto di intensità del suono? Bene.
L’orecchio ha un’architettura complessa ed è un organo particolarmente delicato, quindi va protetto dai suoni a forte intensità.
Fonti sonore particolarmente forti possono danneggiare irreversibilmente l’orecchio.
E l’udito è fra i cinque sensi il più importante per i musicisti.
A tal proposito consigliamo di valutare attentamente il volume delle casse acustiche, degli auricolari e delle cuffie che utilizziamo quotidianamente, non esagerando mai.
Non ci si deve mai esporre a volumi troppo alti.
Inoltre non è da sottovalutare il fatto che l’intensità di un suono si riduce durante la sua diffusione, l’onda in espansione perde la sua energia allontanandosi dalla fonte, quindi più è lontana la fonte sonora più il suono è leggero.
Ecco un buon motivo per non essere troppo vicini ad una cassa acustica che riproduce musica ad un’alta intensità.
Propagandosi nell’aria il suono può incontrare materiali più densi rispetto all’aria stessa, può infatti imbattersi per esempio in un vetro di una finestra o in una parete.
Il materiale attraverso cui si muovono le onde sonore condizionano le onde sonore stesse.
Per esempio, quando il suono incontra un materiale particolarmente denso, la sua intensità ne subisce irrimediabilmente una diminuzione.
Quindi le pareti e i solai degli ambienti di uno studio di registrazione saranno allestiti in maniera tale che le onde sonore esterne allo studio non si propaghino all’interno della stanza in cui si sta registrando, poiché il microfono capterebbe non solo il suono dello strumento ma anche il rumore esterno rovinando irrimediabilmente la registrazione.
Se è vero che il materiale che la vibrazione incontra durante il suo propagarsi interagisce con la vibrazione stessa, particolare attenzione si dovrà porre al rivestimento delle pareti di un ambiente predisposto alla registrazione. Per cui le pareti di una stanza adibita a sala riprese potranno essere rivestite di materiale diverso a seconda del risultato che si vuole ottenere.
I concetti di propagazione dell’onda influenzano anche le tecniche di costruzione di uno strumento musicale acustico.
Il materiale di cui è composto il corpo che produce la vibrazione (corda) e il materiale di cui è costituito il corpo risonante (cassa armonica) condizionano fortemente il suono che l’interazione dei due materiali producono. Ad intervenire in questo complesso processo è anche la forma dei due corpi che producono il suono.
Sono dunque molteplici i fattori che determinano il timbro di uno strumento musicale.
Possiamo solo immaginare quanto sia complesso lo studio e la realizzazione di uno strumento musicale acustico e quale importanza possa avere per questi processi lo studio e l’ottenimento di un particolare timbro sonoro.
Tornando al punto di vista di massima da cui siamo partiti, tono, frequenza, ampiezza e altezza sono parametri indispensabili per definire un suono e per valutarlo.
Nel prossimo articolo continueremo su questa scia e cercheremo di esprimere in modo semplice e pratico concetti teorici molto importanti che troppo spesso si trascurano nel praticare la professione del musicista.

Redazione Mast Music Academy

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