5 luoghi comuni da sfatare
La chitarra è lo strumento musicale più suonato.
Generalmente il primo approccio con tele strumento avviene durante l’adolescenza.
Nella prima giovinezza nasce la velleità di avere una band dove suonare la chitarra e si sogna di esibirsi davanti a un pubblico.
Questo è un sogno comune a molti adolescenti.
È bene fare chiarezza su questo strumento per rendergli giustizia.
Sfatiamo alcuni luoghi comuni.
CHITARRA E SOLFEGGIO
Il primo approccio con la chitarra può non essere accademico.
Si può iniziare a suonare la chitarra tralasciando il solfeggio e avvalendosi delle tablature che indicano il preciso movimento che le dita devono compiere per poter suonare una determinata melodia.
Questo approccio molto moderno aiuta a poter suonare lo strumento in maniera quasi immediata.
Nel proseguo dello studio diventerà sempre più impellente la necessità di imparare il solfeggio.
Leggere lo spartito ci aiuterà a studiare il repertorio, ci farà comunicare agevolmente con gli altri musicisti e ci darà una visione universale della musica.
Per concludere, quando la passione per lo strumento ci porterà a diventare dei professionisti, il solfeggio diventerà un fase necessaria, ma soprattutto non complessa.
LA CHITARRA E L’ETÀ
Imparare a suonare uno strumento quando si è ancora dei bambini è ovviamente consigliato, in quanto come è ben noto i bambini sono molto più predisposti all’apprendimento.
Imparare divertendosi, provando piacere per il suono che si riesce a produrre, dà una marcia in più, quindi lo studente, anche se in età avanzata, imparerà molto velocemente.
Non è raro venire a parte di una persona in pensione che inizia a suonare la chitarra con non pochi risultati.
Non c’è un’età precisa per fare musica, è necessario avere voglia di fare musica.
LA CHITARRA E IL RITMO
Chiunque pensi di non avere senso del ritmo sta dando credito a un luogo comune molto banale.
Durante lo studio l’approccio stesso con la musica favorisce l’approfondimento del ritmo e lezione dopo lezione ne si acquisisce il senso.
Si diventa sempre più bravi.
Non va trascurato che il ritmo è nell’ordine naturale; facciamo un esempio, il cuore batte a ritmo regolare…
Ci suono buone probabilità che il senso de ritmo sia innato ma non sia stato ancora scoperto da chi lo possiede.
L’ORECCHIO E LA CHITARRA
Per quanto riguarda l’orecchio, più o meno, valgono le stesse considerazioni che sono state fatte per il senso del ritmo.
Non esiste una persona che non abbia orecchio, al contrario, il fatto stesso di aver ascoltato della musica, attiva un processo indipendente dalla nostra volontà che è quello dell’apprendimento.
Sicuramente anche se non ne siamo coscienti, abbiamo sviluppato nel tempo la capacità di riconoscere i suoni.
Anche in questo caso, lo studio stesso dello strumento ci darà sempre maggiore capacità di riconoscere i suoni e di avere di conseguenza un buon orecchio.
L’ascolto è quel processo che serve per riconoscere fare proprio e poter riprodurre un suono.
LE DITA E LA CHITARRA
Un luogo comune da sfatare è che ci vogliano dita di forma particolare per suonare la chitarra.
La storia insegna che esistono o sono esistiti chitarristi leggendari con mani morfologicamente molto diverse.
Non esistono dita adatte alla chitarra o dita che possano impedire di imparare a suonare questo strumento, Seguire questo infondato luogo comune può essere una buona scusa per non iniziare a impegnarsi nello studio.
LO STUDIO DELLA CHITARRA
Altro luogo comune è che suonare la chitarra sia molto difficile.
Certo non si può dire che sia cosa facile suonare uno strumento musicale.
Più in generale fare della musica non è facile.
Ma nulla che debba essere imparato risulta facile in prima analisi e lo studio della chitarra non fa differenza.
Per così dire, imparare a suonare la chitarra non è più difficile che imparare qualsiasi altro rudimento.
Le aspettative e l’amore per lo strumento fanno la differenza.
Come per tutto vale la regola che per ottenere dei risultati bisogna impegnarsi.
Fonte. Web

