Blog

Dalla musica al cinema, senza trucco

#nomakeup anche sul palco degli Oscar 2018

Notte degli Oscar 2018. Jodie Foster e Jennifer Lawrence annunciano la vincitrice del premio per la migliore interpretazione femminile: si tratta di Frances McDormand, protagonista di “Three Billboards outside Ebbing, Missouri”.

Prima che l’attrice poggi l’ambita statuetta sul pavimento e inviti tutte le donne presenti in sala ad alzarsi per condividere simbolicamente il premio, la camera inquadra un volto contratto che ricorda quello della madre determinatissima del film di Martin McDonagh.

Esattamente come avvenuto ai Golden Globes, a gennaio, Frances è orgogliosamente e sfacciatamente struccata.

Forse è solo un dettaglio, ma è un dettaglio che compare nel solco di un cambiamento che non è iniziato con la campagna #metoo, ma che si muove nel mondo dell’intrattenimento ormai da qualche anno.

E’ il 31 maggio 2016 quando Alicia Keys racconta sulle pagine di Lenny la storia del conflitto tra se stessa, la propria immagine e il giudizio spietato del suo pubblico.

Sta nascendo il movimento #nomakeup.

Abbiamo riletto l’articolo e ve lo proponiamo, per il piacere di analizzare un fenomeno che stiamo vivendo giorno dopo giorno. Perché la Storia si costruisce quotidianamente, si tocca con mano, si costruisce insieme.

 

ILLUSTRATION BY ANDREA PIPPENS

 

Arriviamo tutti a un punto nelle nostre vite in cui cerchiamo di essere perfetti. Specialmente le ragazze.

Forse quel punto è lì da qualche parte, in seconda elementare, dopo il giorno della foto di classe, quando porti i capelli crespi perché tua mamma dice che sono belli mentre i tuoi “amici” ti deridono. Afferri spazzola e gel e tiri indietro i tuoi bei capelli folti nella coda di cavallo più stretta che puoi per contenere i tuoi capelli unici in uno chignon  – nascondendo un pezzo di te per adattarlo a un’immagine di ciò che gli altri sembrano vedere come perfezione.

Sì, è sicuramente quello un momento.

E la scuola media? Dove tutte le ragazze ritenute belle indossano rossetto e eyeliner e mascara. Alcune di loro sono così abili nel truccarsi che sembrano persino quelle modelle che hai visto in ogni rivista, quelle che ti hanno fatto sentire leggermente a disagio con te stessa o malvista o semplicemente invisibile. È un altro momento in cui una parte di te capisce che per sembrare o essere considerati belli, bisogna nascondere qualcosa per essere un po’ più vicini alla perfezione.

Sì, questo è un altro momento.

Ma, credetemi, non finisce alle medie. Ricordo quando ho iniziato a essere un personaggio pubblico. Oh mio Dio! Tutti avevano qualcosa da dire. “È così rozza, si comporta come un ragazzo, deve essere gay, dovrebbe essere più femminile!” Ma la verità è che io ero di New York e tutti quelli che conoscevo si comportavano così. Nelle strade di New York dovevi essere rozzo, DOVEVI essere duro, le persone avevano bisogno di sapere che non avevi paura di combattere!

Ma non erano le strade di New York. Era il duro e intransigente mondo dell’intrattenimento e il mio più grande test. Ho iniziato, più che mai, a diventare un camaleonte. Non ero mai pienamente quella che ero, ma cambiavo costantemente perché “loro” mi accettassero.

Prima di iniziare il mio nuovo album, ho scritto un elenco di tutte le cose di cui ero stufa. E una era quel lavaggio del cervello che ha indotto le donne a sentirsi in obbligo di essere magre, sexy, desiderabili o perfette.

Una delle tante cose di cui ero stanca era il costante giudizio delle donne. La costante stereotipizzazione operata da ogni mezzo di comunicazione che ci fa pensare che avere una taglia normale non sia normale, e il cielo non voglia se sei di taglia extra. O il messaggio costante che essere sexy significhi essere nudi.

Sapevo più COME essere brutalmente onesta? Chi volevo essere?

Non sapevo esattamente le risposte, ma le volevo disperatamente.

 In una canzone che ho scritto, intitolata “When a girl can’t be herself” (“Quando una ragazza non può essere se stessa”), dico:

 “Al mattino dal momento in cui mi sveglio / se non volessi mettere tutto quel trucco / Chi dice che devo nascondere di cosa sono fatta / Forse tutto questo Maybelline copre la mia autostima”

 Non ho nulla contro Maybelline, semplicemente creava una assonanza efficace con “maybe”. Ma la verità è che … stavo davvero iniziando a sentirmi così – sentivo che, come sono, non andavo abbastanza bene perché il mondo potesse vedermi.

 Questo atteggiamento ha iniziato a manifestarsi su molti livelli e non mi faceva bene.

Ogni volta che uscivo di casa e non ero truccata, ero preoccupata: e se qualcuno avesse voluto fare una foto?? Che cosa sarebbe successo se l’avesse POSTATA??? Questi erano i miei pensieri: insicuri, superficiali, ma onesti. E tutto questo, in un modo o nell’altro, era basato troppo su quello che gli altri pensavano di me.

 Ho trovato la mia strada nella meditazione, e ho iniziato a concentrarmi sulla chiarezza e su una conoscenza più profonda di me stessa. Mi sono concentrata sul coltivare la mia forza e la mia determinazione e ho messo in atto una pratica per imparare di più sulla vera me.  E ho promesso che avrei affrontato le cose in modo diverso questa volta riguardo alla mia immagine, che avrei permesso al mio vero io, così com’è, di venire a galla.

 E’ passato del tempo dopo che ho scritto “When a Girl Can’t Be Herself”, e non ci ho pensato molto. Forse ero troppo occupata e concentrata sulla mia produzione musicale per pensare strettamente a questo.

Così è stato fino a quando non ho affrontato lo shooting fotografico per il nuovo album: è lì che mi sono ritrovata di fronte, al centro, il problema. Ero appena uscita dalla palestra, avevo una sciarpa sotto il berretto da baseball e la splendida fotografa Paola (non ho mai incontrato una Paola che non mi piacesse) ha detto: “Devo immortalarti proprio ora, così! La tua musica è cruda e reale, e anche queste foto devono esserlo! “

 Ero scioccata. Istantaneamente, mi sono un po’ innervosita e mi sono sentita leggermente a disagio. La mia faccia era completamente struccata. Indossavo una felpa! Per quanto mi riguardava, quello era il mio look confezionato in fretta e furia per correre sul set fotografico ed essere pronta il prima possibile, e non quello effettivo per il servizio fotografico. Così le ho chiesto: “Ora?! Come adesso? Voglio essere reale, ma così sarebbe troppo!!!”

Ed è andata così. Ha iniziato a scattarmi le foto. C’era un semplice sfondo bianco, io e la fotografa che ci relazionavamo in maniera intima, io e quel cappello da baseball e la sciarpa e un sacco di magia invisibile che circolava. E giuro che è stata l’emozione più forte, più potente, più libera e più sinceramente bella che abbia mai provato.

 Mi sentivo potente perché le mie intenzioni iniziali si erano realizzate: il mio desiderio di ascoltare me stessa, di abbattere i muri che avevo costruito in tutti questi anni, di essere determinata e di essere me stessa! L’Universo stava ascoltando quello che avevo promesso a me stessa, o forse ero io che stavo finalmente ascoltando l’Universo, fatto sta che così è iniziata tutta questa storia di #nomakeup.

Quando la foto che ho scattato con Paola è uscita come artwork per il mio nuovo singolo “In Common”, quella verità ha avuto risonanza grazie a chi ha postato  selfie con l’hashtag #nomakeup in risposta a questa immagine di me vera e cruda.

Prego Dio che sia una rivoluzione.

Perché non voglio più coprirmi. Non voglio coprire la mia faccia, la mia mente, la mia anima, i miei pensieri, i miei sogni, le mie lotte, non la mia crescita emotiva. Niente.

Open chat
Salve, come posso aiutarti? :)
Call Now Button

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l’utilizzo. Se vuoi scegliere quali cookie accettare clicca qui. Leggi la COOKIE POLICY completa

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: http://www.mastmusic.it/privacy-policy/.